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P E R U G I A
A.C. 1905 |
PERUGIA Calcio spa 1905-2005*
* anno Lodo Petrucci
Divisa
sociale: maglia biancorossa, calzoncini bianchi, calzettoni
rossi con risvolto bianco
Stadio: Renato Curi, Via Pietro Conti, 06100 Perugia dimensioni
(105 x 68 mt.), capienza 28.000 spettatori
Sede: Via Pietro Conti - 06100 Perugia
Perugia città 165.000 - Totale provincia 660.000
Abbonamenti
2005-06 2.693
2006-07 2.957
2007-08 2.116
2008-09 2.713
2009-10 2.062
ORGANIGRAMMA SOCIETARIO
Presidente: Leonadro Covarelli
Direttore amm. e fin: Dott. Dino De Megni
Direttore sportivo: Sandro Marcaccio
Segretario generale - Team manager: Luca Padovano
Ufficio stampa e comunicazione: Dott. Andrea
Sonaglia
Rapporti Istituzionali e legali: Avv. Paolo Rossi
Rapporti Questore e tifosi: Dott. Alberto Speroni
Resp. Commerciale e marketing: All Sport
Sicurezza stadio: Ing. Roberto Regni
Sett. giovanile e scuola calcio: Mirko Vagnoli
Direttore sportivo: Sandro Maracci
Allenatore: Carlantonio Buzzi-Marco Zaffaroni sub.
alla 14^ a Giovanni Pagliari
Prep. portieri: Marco Bonaiuti
Prep. atletico: Francesco Bertini
Resp. Sanitario: Prof. Giuliano Cerulli
Medici sociali: Dott. Alfredo Bertacci – Dott.
Giuseppe De Angelis
Massaggiatori: Sauro Valloni – Stefano Safina
IL CALCIOMERCATO INVERNALE
Arrivi: --
Partenze: Del Sole (c88-Carrarese), De Marco (p84-
Sangiovannese)
LA ROSA
Portieri: Benassi (81), Gambelli (91)
Difensori: Accursi (78), Bonomi (80), Cenerini
(90), Di Stani (86), Fiasconi (77), Fiorucci (90), Lacrimini
(78), Pagani (77), Taccucci (77), Raimondi (Arg. 77), Zoppetti
(79)
Centrocampisti: Bondi (Bra 81), Cazzola (82),
Gatti (82), Menassi (81), Perra (76), Sansotta (91), Stamilla
(83), Ubaldi (90)
Attaccanti:
Del Core (79), Ercolano (82), Federici (91), Martini
(79), Paponi (88)
PERUGIA – PRO PATRIA:
Arbitro Sig. Fabrizio Pasqua di Tivoli (Rm)
Per la
prima volta nella sua storia la Pro, sarà di scena al "Renato
Curi" di Perugia, in quanto nell'unico precedente contro il
biancorossi perugini in Umbria, si giocò nel vecchio impianto di
“Santa Giuliana” con vittoria a tavolino per i tigrotti. Cosco
potrà contare sul rientrante Pivotto, che ha scontato il turno
di squalifica e che quindi ritornerà al centro della difesa,
molto probabilmente con Chiecchi, mentre dovrà fare a meno di
diversi uomini a partire dagli squalificati Serafini, Baù e
Cristiano. Il tecnico biancoblù dovrà fare a meno anche degli
infortunati Lombardi (su cui però ci sono possibilità di
recupero), Paponetti e Passiglia ex della gara, al pari di
Barbagli. Insomma una Pro in emergenza, per una trasferta molta
insidiosa, dove sulla panchina del Grifone, troviamo l'ex
capitano biancoblù Marco Zaffaroni, 129 presenze ed undici reti
con la maglia della Pro ed una promozione.
I
biancorossi vivono un momento particolare, con la situazione
economica che desta più di una perplessità, con la società che
non sa a chi sia esattamente in mano, in un gioco di scatole
cinesi, con un capitale sociale di 10mila Euro (ricorda qualcuno
??) ma che è in mano alla Famiglia De Megni con Covarelli, lo
scorso anno coinvolta nel fallimento del Pisa e anni fa nel
mezzo di un discusso caso di rapimento di Augusto, poi vincitore
di un'edizione del Grande Fratello. Società con pochi soldi in
cassa, che vive con una gestione su cui incombe un forte debito
pregresso, ma del quale non si conosce esattamente l'entità. Un
presidente Covarelli che vive da separato in casa con il resto
dell'ambiente, ma con richieste verso il Comune di Perugia, per
la ristrutturazione dello stadio “Renato Curi” (scena già vista
??).
Il
Perugia ha giocato mercoledì il recupero esattamente come la
Pro, in casa contro il Varese, pareggiando1-1 all'ultimo minuto
con una punizione del brasiliano Bondi. Due formazioni che in
una settimana affrontano tre impegni su terreni pesanti, anche
se quello di Crema era in realtà un campo di patate e fango, con
giocatori che da ambo le parti, avranno tossine da smaltire e
acido lattico in eccesso.
Gli
umbri, dovrebbero fare ancora a meno degli infortunati di lungo
corso Accursi e Menassi, rientrati in gruppo e che probabilmente
siederanno inizialmente in panchhina, mentre sicuro assente sarà
il centrale difensivo argentino Raimondi (ex Pisa) uno dei
leader della squadra. “Zaffa” coadiuvato da poco da Carlantonio
Buzzi, in quanto privo dell'autorizzazione necessaria per
condurre ufficialmente la squadra, schiererà il Perugia con un
canonico 4-4-2, con Benassi tra i pali, classe 81' ex Sassuolo,
uno dei migliori giocatori della rosa biancorossa, per lui si
parla di un salto di categoria nel calciomercato di Gennaio e,
che più volte si è dimostrato decisivo nel corso del campionato,
blindando letteralmente la propria porta. Difesa da destra a
sinistra con Alessandro Zoppetti (79), esperto difensore
cresciuto nella Cremonese (con Serafini) con trascorsi in B a
Pescara, Lecce e Salerno, come centrali Pagani (ex Frosinone
colonna della scalata dalla C2 alla B) e Taccucci (ex Monza e
Venezia). A sinistra in vantaggio Bonomi (80), nello scorso
campionato al Bari, su Lacrimini (classe 78, ex Sangiovannese,
Torres e con poca fortuna a Napoli). A disposizione il giovane
Fiorucci con il rientrante Accursi che si dovrebbe accomodare in
panchina.
Centrocampo con linea a quattro affidato a Fabio Gatti (classe
82), ex promessa del calcio perugino, ai tempi di Cosmi-Gaucci,
con tanto di esordio in Serie A a diciassette anni e maglia con
il numero 44, in omaggio alla canzone dello Zecchino d'oro, 44
Gatti. Al suo fianco Perra a rompere il ritmo agli avverarsi e
recuperare palloni. Sugli esterni in forte dubbio Cazzola (82 ex
Taranto e Spal), colpito da influenza, al suo posto dovrebbe
scendere in campo Stamilla (83), sempre esterno alto di ruolo,
conosciuto ai temi della Sangiovannese di Acori. Sul fronte
sinistro il brasiliano Bondi (ex Teramo e Arezzo, con 11
presenze in Serie A, con la maglia del Messina), nel ruolo di
fantasista aggiunto; giocatore non propenso a rientri ma capace
di risolvere le partite con una giocata, specie sui calci
piazzati anche dalla distanza esattamente come ha fatto
all'ultimo secondo nel recupero con il Varese. Il brasiliano è
il bomber della squadra con 7 reti, di cui una dal dischetto.
Anche qui il giovane Ubaldi come primo rincalzo, con il
rientrante Menassi (ex motorino del Monza, delle stagioni dei
play-off).
In
avanti l'attacco dovrebbe essere formato dal duo Paponi-Martini,
il primo promessa del Parma, porta fisico e potenza, il secondo
rapidità ed inserimenti da dietro, pericolosissimo sulle palle
vaganti in area e la Pro ne ha già fatto le spese la scorsa
stagione con la maglia della Reggiana ed in passato quanto
vestiva quella della Sambenedettese con una doppietta allo
Speroni. A disposizione con il giovane Federici, il bomber
Sergio Ercolano pericoloso sulle palle alte e Umberto Del Core,
già con le maglie di Cesena, Catania (con esordio in A), Arezzo
e Foggia, giocatore rapido e guizzate che porta fantasia, che
ama partire decentrato per poi puntare all'area di rigore o
servire assist per le punte centrali. Il Perugia ha nelle
partite interne al “Renato Curi”, il suo punto di forza, infatti
in casa ha conquistato 23 dei suoi 28 punti, segnando 12 reti e
subendone 5, sul corrispettivo di 19 e 20; non ha ancora
conosciuto la sconfitta interna. La Pro, escluso lo spettacolare
5-4 di Reggio Emilia dei play-off, non vince in trasferta in
campionato dalla 32^ giornata della scorsa stagione, vittoria a
Portogruaro per 1-0. Come sempre ci sarà una presenza di tifosi
biancoblù al seguito, nonostante la classifica non delle
migliori e la distanza, quasi mille chilometri tra andata e
ritorno. Con la speranza che il cioccolato perugino, riservi un
gusto dolce e non amaro come la recente Crema.
IL PERSONAGGIO

Giancarlo Guardabassi
Italia, metà anni 70', terrorismo di destra e di sinistra,
calcio ancora in biancoenero, non solo perchè vince la Juve di
Zoff, Causio, Gentile, Bettega, Furino, ma proprio perchè in
televisione non è ancora arrivato il colore, con tanto di
pluri-interpellanza di un deputato dell'ora P.C.I. (Partito
Comunista Italiano), che si oppose più volte all'introduzione
dell'innovazione tecnica, perchè era: una scelta borghese,
capitalistica che portava a confondere ed annebbiare
ulteriormente le menti del popolo lavoratore. Calcio in Tv solo
alla domenica con 90° minuto di Paolo Valenti e Maurizio
Barendson, la differita del secondo tempo della gara più
importante, e poi alla sera solo la Domenica Sportiva. Altri
tempi, altro mondo, internet non era nemmeno vagheggiata e i
telefonini portatili si vedevano solo nella serie “Ufo-Shado”
del Comandante Straker. Le radio libere muovono i primi passi, e
portano nuova linfa vitale al panorama musicale italiano,
dominato come sempre dal Festival di Sanremo che in serie viene
vinto da Iva Zanicchi, Gilda Giuliani, Peppino di Capri, Homo
Sapiens, Matia Bazar e Mino Vergnaghi. La solfa era comunque
sempre la stessa durante il resto dell'anno con i vari e
improponibili: Cugini di campagna, Baglioni, Gli Alunni del
Sole, Santo California, Gianni Nazzaro, Gianni Bella, Schola
Chantorum, Giardino dei semplici, Daniel Santacruz Ensemble,
Bottega dell'Arte, Gli Albatros, I Panda, I Collage, Roberto
Soffici, Franco Simone, Luca D'Ammonio. Ramones, Bob Marley,
Bruce Springsteen, Television e Co. erano fortunatamente lì, lì
per arrivare; poco ancora e “all phony beatlemania has bitten
the dust”, per dirla alla Clash.
In
Italia al tempo c'erano tre grandi trasmissioni musicali, Alto
Gradimento con Arbore e Boncompagni, la mitica
“Hiiiiiiiiit-paradeeeeee” di Lelio Lutazzi, “Count-down” di
Giancarlo Guardabassi che poi diventerà l'altrettanto mitica
“Dischi Caldi”. E proprio Guardabassi in quel periodo degli anni
70, nebbiosi per il fumo dei lacrimogeni e delle rivolte
studentesche-operaie in strada, fu una vera luce in un periodo
veramente cupo. Giancarlo Guardabassi, figlio di una nobile
famiglia perugina, non a caso abitava proprio in via Guardabassi,
dove frequentò anche il liceo classico, prima di laurearsi in
Giurisprudenza, sempre nel capoluogo umbro, dove inizialmente
intraprese l'attività forense presso un noto studio legale.
Accanto all'attività legale, portava avanti la sua passione per
la musica, venendo scoperto da Franco Migliacci, mentre cantava
in una chiesa perugina. Si trasferì a Roma, dove a metà degli
anni sessanta divenne cantante professionista, nel 64' con il
brano “Se ti senti sola”, presentata al Cantagiro arriva ai
primi posti della classifica di vendita. Diviene autore di testi
musicali, scrivendo canzoni per Gianni Morandi, Massimo Ranieri,
Dori Ghezzi e tanti altri. Contemporaneamente sempre sul finire
degli anni 60' iniziò a cimentarsi come “Disc-jockey”
radiofonico a Radio Rai conducendo programmi musicali importanti
come “Countdown” con Anna Carini, durante il quale presentava in
anteprima brani mai arrivati in Italia e che divenne un punto di
riferimento per i giovani dell'epoca; programma seguitissimo e
che diventerà in breve un vero e proprio cult. Quindi è la volta
de: “Gli amici della settimana, con i migliori pezzi della
settimana, sotto la regia di Maurizio Costanzo, passando poi a
“Il Mattiniere, in onda nel 1968 con inizio dalle 6.00 del
mattino, che divenne un punto di riferimento per il risveglio
degli italiani, condotto insieme a Federica Taddei e Adriano
Mazzoletti e durante il quale venivano proposte le ultime novità
musicali italiane e straniere. Un po' il dinosauro di tutti i
programmi radiofonici che vanno per la maggiore ora. “. Ma è nel
1973 che Guardabassi raggiunge l'apice con il suo programma di
maggior successo “Dischi Caldi”, vera trasmissione radiofonica
cult con oltre 6 milioni di ascoltatori.
Il
programma aveva cadenza settimanale, la prima puntata andò in
onda Domenica 7 Ottobre 1973, alle ore 11.00 sul Primo Canale
Nazionale. Nel corso di 'Dischi Caldi' venivano proposti i brani
collocati tra la 20^ e 11” posizione nelle classifiche di
vendita italiane. I 'dischi caldi' erano appunto i dischi che si
scaldavano per entrare nell'altrettanto mitica 'Hit-Parade' di
Lelio Luttazzi che andava in onda il Venerdì. Frasi come "non li
canta la Tebaldi ma son caldi caldi caldi" o personaggi quali
"il grifo di Annifo" sono entrati nell'immaginario degli
ascoltatori dell'epoca, così come il saluto:"Vi saluta a dieci
passi, il Giancarlo Guardabassi". Ma fu soprattutto il tifo e la
passione di Guardabassi per il Perugia, a dare un tocco in più
al programma, in un panorama tutto impaludato, dove c'era ancora
una forte censura bigotta e dove nessuno si esponeva più di
tanto in quanto a passioni calcistiche il suo grido: "Forza
Perugiaaaa", lanciato ancora quando il Grifone era in Serie B,
lontano da essere “quello dei miracoli”, ma che accompagnò poi
Domenica per Domenica la storica prima scalata in Serie A, dei
biancorossi, al punto che la mattina in cui si giocava la
giornata decisiva per la promozione nelle massima serie, la
trasmissione di Guardabassi, raggiunse il suo massimo, solo per
ascoltare il grido del presentatore e per la curiosità di cosa
avrebbe combinato nell'occasione. Quel grido “Forza Perugiaaaaaa”,
divenne noto agli italiani al punto che Ilario Castagner,
l'allora allenatore del “Perugia dei miracoli” del Presidente D'Attoma
e del d.s. Silvano Ramaccioni, ringraziò pubblicamente il
conduttore poiché spronava la squadra, prima di scendere in
campo.
"Dischi Caldi" venne interrotto nel 1976, come anche il
contemporaneo programma "Hit Parade" condotto dal triestino
Lelio Luttazzi.
Proprio Lutazzi e Guardabassi sono considerati i precursori, di
molti conduttori radiofonici attuali, ma soprattutto il perugino
con il suo stile spigliato giovanile ed elettrizzante, mai
volgare, ma particolarmente moderno nei primi anni '70,
apprezzato ed imitato da molti deejay successivi. Ritmo serrato,
oltre al grido per il Perugia, rapidi sketch con personaggi
frutto di fantasia interpetati sempre da Guardabassi, come il
popolare perugino 'Peppin de Sguilla' e soprattutto come l'alter
ego 'Giambasso', con il quale interloquiva in una rapida
sovrapposizione di voci, lo uno stile rapido, pulito, graffiante
e personale, hanno reso 'Dischi Caldi' un programma mitico del
panorama radiofonico nazionale. Viene considerato un
anticipatore di quello stile che da lì in avanti sarebbe stato
recepito anche dalle nascenti emittenti locali, che con il
passare degli anni sono diventati poi network di successo.
Sempre
nel 1976, dopo aver co-condotto un'edizione del Festival di
Sanremo, un po' naif-alternativa, Giancarlo Guardabassi fece una
scelta di vita, fondando con un amico Radio Aut Marche
(emittente tutt'ora attiva), una radio privata della quale è
tutt'ora editore, direttore, conduttore e disc jockey. Nel
Dicembre 1977 in Discosfida”, Guardabassi realizzò la prima
intervista nella carriera ad un tale di nome Vasco Rossi, che
presentava il suo album di esordio: “Ma cosa vuoi che sia una
canzone”.
I
PRECEDENTI
Pro
Patria: 12 Campionati di Serie A – 1 Coppa delle Alpi
Perugia: 13 Campionati di Serie A
1933-34 Serie C
Perugia – Pro Patria: 0-2 a tavolino per incidenti in campo
2009-10 Prima Div./a
3^ 6
Set. 09, Pro Patria – Perugia 2-0: 13' pt rig. Ripa, 42' pt rig.
Serafini
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LA
TIFOSERIA
E’ la
stagione 1978/79, in quella stagione il Perugia è allenato da
Castagner e vanta nelle sua fila giocatori del calibro di Paolo
Rossi, Casarsa e Vannini, termina il campionato imbattuto e
sfiora lo scudetto (che in quell’anno andò al Milan). In quello
stesso anno nasce il primo gruppo ultrà perugino, “l’ Armata
rossa”, nasce nel cuore della vecchia Perugia, più precisamente
davanti al bar “Turreno” che allora era il luogo di abituale
ritrovo dei tifosi del Grifo. Prima di allora le gradinate dello
stadio Curi erano colorate da due piccoli gruppi senza una
grande organizzazione di base: i Venceremos e la Fossa dei
Grifoni. Viene scelto questo nome (l’Armata rossa era l'
esercito sovietico, prima della caduta del Muro di Berlino
nell'89) per manifestare palesemente la propria inclinazione
ideologica di estrema sinistra, specie in quegli anni in cui
l’impegno politico era cosa importante tra i giovani. Un colore
che richiama appunto i colori sociali del Perugia calcio ma che
lascia intendere anche la loro tendenza politica. Qualche anno
prima un idolo della curva perugina è un tale Paolo Sollier,
piemontese di origine (era di Vercelli), che saluta i suoi
tifosi con il pugno chiuso e diviene per questo l’idolo di tutti
i tifosi umbri. Simbolo del gruppo è manco a dirlo la stella
rossa. Il leader indiscusso e riconosciuto è un personaggio
carismatico che ha saputo guidare il gruppo nelle alterne
vicende in trenta anni di tifo al seguito del Grifo, rinunciando
anche ad una vita personale e "sposando" il Perugia con lo
stesso amore che si può avere per una donna. L'Armata, dalla sua
nascita nel 1978 sino ad oggi, non ha mai abbandonato la squadra
diventando così indiscutibilmente il gruppo storico del tifo
biancorosso. Nati ai tempi d'oro del Perugia targato D'Attoma e
Castagner e del "quasi scudetto", hanno saputo resistere alle
vicende legate al calcio scommesse e al doppio salto mortale a
metà anni '80 dalla B alla C2. Un periodo in cui l'Armata ha
vissuto periodi bui, l'entusiasmo non c'era e le vicende
societarie e l'andamento della squadra non contribuivano certo a
crearlo. Ciononostante l'Armata non ha mollato e negli anni '90,
grazie all'avvento di Gaucci, il gruppo si è potuto infiammare
di nuovo col ritorno nella massima serie. Nell'anno del
centenario e del nuovo periodo buio che ha visto nuovamente
precipitare in un anno il Grifo dallo spareggio per il ritorno
immediato in serie A negli abissi della terza serie nazionale,
ha mostrato una grande maturità di fronte alle situazioni
societarie difficili del momento, mantenendo sempre una
posizione tollerante sui primi insuccessi sportivi della nuova
ed inesperta dirigenza Silvestrini. In questi ultimi anni il
Gruppo ha dovuto subire anche la perdita di una persona
speciale, Carlina, che sicuramente dal cielo continuerà a
seguire i colori biancorossi insieme ai ragazzi del suo gruppo.
Nel
1997/98 che il Perugia ritorna in Serie A sotto la guida di
Serse Cosmi. Un mister che pratica un “calcio garibaldino” e
valorizza giocatori e giovani pescati nelle serie minori o
stranieri dai più disparati paesi esotici (asiatici, iraniani
ecc.), Cosmi diviene il nuovo idolo della curva nord biancorossa
e il suo calcio dinamico ed aggressivo conduce nuovamente il
Perugia sino al ritorno in Europa con la curva nord che prende
nuovo smalto, prima di lui un altro tecnico sanguigno, Carlo
Mazzone, aveva ottenuto salvezza ed Intertoto. E’ il periodo
delle coreografie nelle curve Italiane e anche nella Nord del
Grifo ne organizza di spiritose; tra le più riuscite una
dedicata al tecnico Galeone (altro mister di spessore),
raffigurante un antico vascello al centro della curva nord (in
riferimento al cognome stesso del tecnico), ed un'altra
meritevole di ricordo è un enorme maglia biancorossa con il
numero 12 sulle spalle e la scritta “Facce entrà”. Nella seconda
metà degli anni ’90 ed in questo periodo a seguire il grifo
vanno davvero in tanti, nascono nuovi gruppi o si rinvigoriscono
i già esistenti. Altri gruppi trainanti della curva sono gli “Ingrifati”,
nati nel 1987 e provenienti perlopiù dal quartiere di San Sisto,
con il loro caratteristico striscione raffigurante sullo sfondo
il panorama di Perugia. Anch’essi su posizioni della sinistra
estrema ed antagonista, pubblicano anche una fanzine che
riscuote un discreto successo (Profondo rosso). In questi anni
il gruppo stringe il fraterno gemellaggio con gli empolesi dei
Desperados e con i genoani dei Vecchi Orsi - Ottavio Barbieri.
Le origini del gruppo risalgono all'87, un periodo non felice
per il Perugia, reduce dal doppio salto all'indietro dalla serie
B alla C2, quando alcuni amici che frequentavano il Circolo ARCI
di San Sisto (popoloso quartiere di Perugia), decisero di unirsi
dietro uno striscione con la denominazione di "Inkazzati", per
dare più colore alla curva nord e, più calore alla squadra che
aveva appena vinto il campionato di quarta serie. Nel 1989, in
serie C1, ebbero l'esigenza di trovare un nome che si addicesse
ai più al loro temperamento, al carattere, alla voglia di
emergere, e che rendesse l'attaccamento al Grifo. Nacquero cosi
gli "Ingrifati", che a poco a poco diventarono uno dei gruppi
trainanti del tifo in Curva Nord. Nel 1991, con l'arrivo di
Gaucci, seppur in serie C1 il ritrovato entusiasmo della piazza
ha portato alla nascita di molti gruppi e, benché gli Ingrifati
potessero avvalersi di due anni di esperienza, ci furono diversi
tentativi per metterli in disparte parte, fino al punto che ogni
domenica si disquisiva animatamente su quale striscione
appendere in curva e dove. Sempre nella seconda metà degli anni
90, con i biancorossi in A, nasce un nuovo gruppo nella nord
quelli della “Brigata Ultrà” (primo striscione in caratteri
gotici), gruppo che nasce dalla fusione nel ’94 di “Brigaden” e
“Doddy Boys”. Il periodo è quello della risalita dalla serie C1
e quindi all'inizio del periodo d'oro dell'era Gaucci, dalla
fusione di due preesistenti gruppi. Si è sempre contraddistinto
per le idee dichiaratamente di destra dei suoi componenti, a
differenza degli altri due gruppi storici già menzionati o
dall'apoliticità dei 3M. Nonostante la predominanza del colore
rosso sia nella curva che nella città, la Brigata ha mantenuto
per 15 anni una propria fiera identità e un buon numero di
esponenti. La sua presenza in curva è sempre stata l'ovvia causa
di alcune fratture con gli altri gruppi. La curiosità di questa
nuova realtà sta nel fatto che un gruppo tendenzialmente di
destra fa capolino per la prima volta nella rossa curva nord (e
tra i primissimi in Italia); Gruppo di stampo nazionalistico,
sostiene la cultura italiana ed è tra i primi a seguire
costantemente le partite della Nazionale; con una buona
struttura organizzativa, convive più o meno pacificamente con il
resto della tifoseria biancorossa, potendo contare su una bella
sede e, novità assoluta per l’epoca, un pullman di proprietà con
il quale erano al seguito della squadra in tutte le trasferte.
Un bus personalizzato sul quale è impresso, sulla fiancata,
l'effige del Palazzo dei Priori, monumento storico di Perugia.
La “Brigata ultrà” si è sciolta nel luglio 2009, lasciando
quindi in gradinata solamente i 2 gruppi più longevi.
Il
gruppo delle 3M, nati nel 1991 all'inizio dell'era Gaucci col
Perugia in serie C1, sono il gruppo che più ha cambiato la
mentalità della curva perugina negli ultimi anni. Si sono
sciolti qualche anno fa, sia per un mancato ricambio
generazionale, sia perchè nelle ultime trasferte cui
partecipavano c'erano parecchi ragazzini non in grado di
difendere bene gli stendardi (infatti alcuni, di piccole
dimensioni, erano stati sottratti dagli avversari). I pochi
ultras rimasti non ritenevano decoroso per il passato del gruppo
il mantenimento dello stesso. Il curioso nome deriva da una via
del quartiere di Madonna Alta, situato tra il centro e il Curi,
ovvero via Magno Magnini, vicino alla quale sorgeva il manicomio
cittadino. Da qui il nome: Manicomio Magno Magnini, ovvero 3M.
Fino all'anno scorso in curva c'era come già detto una forte
frattura causata da motivi politici, e si avvertiva molto la
mancanza dei 3M, un gruppo che ha sempre demarcato la sua
distanza dalla politica (ne facevano parte membri di fazioni
politiche opposte). Scomparsi da qualche anno anche “I jacobins”
che è stato indiscutibilmente uno dei gruppi che più hanno
lasciato il segno nella curva nord. La passione di questo
gruppo, la determinazione e la propria fierezza hanno
contraddistinto sempre questi ragazzi fino al momento del loro
scioglimento. Come l'Armata Rossa, anche i Jacobins hanno
portato nel nome un'identità precisa che non nascondeva anche un
certo orientamento politico. Degli innumerevoli gruppi che si
sono succeduti con alterne fortune negli anni passati questo
rimane tra quelli più ricordati e forse amati dal popolo
biancorosso. Fino a metà degli anni '90 la curva perugina poteva
essere considerata una delle più rosse a livello nazionale. Il
gruppo storico trainante è sempre stato l’Armata Rossa, che nel
lontano 1978 prese le redini della Nord. C’erano altri gruppi
che si potevano catalogare come satelliti, ovvero indipendenti
dall’Armata, ma che comunque condividevano la stessa linea di
pensiero. In quegli anni non si faceva politica vera e propria,
ma era comunque palese il pensiero della Nord. Ci si riferisce
ai cori, alle ideologie e quanto usato per il materiale dei
gruppi (per esempio gli striscioni in cirillico). Con l’avvento
dell’era Gaucci i risultati sportivi fecero da traino alla
frequentazione della curva perugina. Questo comportò un notevole
incremento di gruppi ultras, più o meno numerosi che comunque
fecero della Nord una curva un po’ meno di sinistra. Due su
tutti cambiarono un po’ la tendenza “politica” della Nord: i 3M
e soprattutto la Brigata Ultrà. I primi erano apolitici e molto
numerosi; i secondi invece erano meno numerosi ma
dichiaratamente di destra. I due gruppi per la loro ampia
composizione occuparono quasi metà della curva e da questo ne
derivò una linea politica molto meno delineata. A parte qualche
ovvio screzio tra la Brigata e i due gruppi principali e rossi
della Nord la convivenza in curva si è quasi sempre mantenuta su
livelli accettabili. La Curva Nord negli anni si è
contraddistinta per l’impegno umanitario ed extracalcistico che
l’ha fatta balzare agli onori delle cronache nazionali. Si
ricordano le "gradinate antirazziste" in occasioni di alcune
partite di serie A, un modo coreografico per bandire ogni forma
di razzismo, e alcune sottoscrizioni che a seconda delle
situazioni andavano ai più bisognosi. Il gruppo più impegnato
nel sociale sono forse gli Ingrifati, che portano avanti un
progetto umanitario per le popolazioni dell’America Centrale,
gestiscono una palestra popolare e da anni sono contro la
privatizzazione dello stadio Curi, vedendo in esso un mero
progetto commerciale. Dopo il recente scioglimento della Brigata
Ultrà, la Curva Nord è composta da soli 2 gruppi: Armata Rossa e
Ingrifati. I risultati sportivi, la nuova gestione societaria e
le pesanti restrizioni a livello nazionale hanno un po’
indebolito il numero degli affezionati e il cordone ombelicale
tra la città di Perugia, la provincia e la sua curva ma comunque
l’attaccamento, i valori ed i principi che hanno contraddistinto
gli ultras del Grifo alla squadra ed alla città per anni e anni
sono rimasti intatti, in attesa di periodi più esaltanti e
pronti a esplodere.
La
tifoseria perugina ha un gemellaggio attivo con tifosi genoani
ed empolesi, (dalle connotazioni fortemente politiche), e nel
passato anche con Ischia, Montevarchi e Fasano con cui rimane
ora una bella amicizia. La rivalità più accesa è quella con la
Ternana, cosa questa che va ben oltre i motivi calcistici,
subito a seguire anche con Arezzo e Sambenedettese. Da non
dimenticare però Siena, Salernitana (ex gemellati), Torino,
Lazio, Verona, Fiorentina, Sampdoria e Atalanta e negli ultimi
tempi si è riaccesa quella con la vicina Foligno.
In
questa stagione le tessere staccate sono 2.062, uno dei punti
più bassi degli ultimi anni, trend negativo confermato anche
delle presenze medie allo stadio “Curi” che si sono attestate
sulle 3.000. La gara con più spettatori è il derby con l'Arezzo
con circa 4.000 spettatori.